 Scudiero
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| Quel giorno Nymeros voleva uscire dalla cinta di mura che delimitava l'ormai monotono palazzo del padre. Si voleva allontanare verso il deserto per quello che intendeva essere una breve porzione della giornata, sarebbe tornato per l'ora di pranzo, dato che nelle ore più calde della giornata rimanere senza un riparo e un po' d'ombra tra le dune danzanti del deserto sarebbe stato pressocchè da folli, oppure da disperati. Prese dunque ciò che gli occorreva, acqua fresca dentro un'otre, "tu cara, credo che non rimarrai fresca a lungo...a dire il vero non credo che rimarrai a lungo li dentro" fece un sorriso smorzato mentre pensava a quelle poche, sciocche parole. Si vestì con lini bianchi e azzurri, scarpe leggere chiuse sulla parte superiore del piede con una leggera arcuatura verso l'alto alla fine e una lunga striscia di tessuto bianco arrotolato in testa per ripararsi dal sole e un lembo di questo copricapo improvvisato sul viso fino al naso, per ripararsi dalla sabbia e dal vento. Senza molte pretese lasciò detto della sua partenza e dell'intenzione del suo ritorno ed uscì con l'otre sulle spalle; all'uscita ebbe un ripensamento, camminò velocemente aumentando sempre di più il passo fino ad una breve corsetta per raggiungere le sue stanze, aprì la porta, si diresse verso il letto ampio alla sua sinistra, illuminato da un'altrettanto ampia vetrata che guardava l'esterno, aprì la cassapanca che era appoggiata alla fine di quest'ultimo e ne tirò fuori il suo pugnale e una fiala di antidoto dei serpenti velenosi più comuni. "non si sa mai, la prudenza non è mai troppa" Prese una lunga striscia di lino azzurro a farne cintura al suo ventre, infilò il pugnale e la fialetta alla cintola così arrotolata e fu pronto per riprendere i suoi intenti. Fu libero di andare infine, sellò il suo cavallo, una giovane cavalcatura dal pelo marrone scuro, muscoloso e veloce e si allontanò galoppando verso l'arido orizzonte, sola visione che gli occhi potevano cogliere eccezione fatta per ciò che si stava lasciando alle spalle. La casa del padre era stata saggiamente costruita a ridosso del fianco di una montagna, nelle vicinanze di un fiume: unico luogo in cui poteva crescere un poco di vegetazione e tentare di avere un po' di refrigerio dalle loro ombre. Una volta allontanatosi Nymeros rallentò il galoppo del cavallo fino al passo e allentò le briglie, voleva rimanere in sella al cavallo rilassando quanti più muscoli poteva. Guardava attorno a lui, un po' più distante, ancora un po', raggiungeva l'orizzonte con lo sguardo, tentava di arrivare anche oltre...sabbia, sabbia e roccia era tutto ciò che riusciva a vedere; quasi invisibile alla sua sinistra, annegata nelle onde di calore, sapeva esserci la città di Yronwood. Amava la sua terra, lui stesso era parte del deserto, ma ogni tanto si chiedeva se tutto questo nulla non fosse altro che una condanna per la gente che lo abitava, si chiedeva come potevano essere le altre città oltre il passo del principe o la strada delle ossa, oltre il mare di Dorne, oltre il braccio spezzato a est e a nord. Poco ci volle per spezzare la linea dei suoi pensieri: la calura gli stava regalando i suoi primi baci e Nymeros li stava accusando uno di seguito all'altro. Bevve un sorso dell'acqua ancora fresca, ne bevve un'altro...chiuse l'otre e lo riappese alla sella, girò il cavallo e tornò da dove era venuto, questa volta con passo lento e dondolante, quasi a cercare una sorta di ninna nanna tra le dune, il vento e l'antatura altalentante del destriero. Le ore non potevano perdersi in quei territori aperti ed ostili. Il lento passare del sole nel cielo era meglio della clessidra, non che mancasse la sabbia questo è certo, si poteva addirittura sapere l'ora guardando la lunghezza delle ombre variare di poco, ma in modo rilevante. Nymeros tornò come aveva detto poco prima dell'ora di pranzo, passò nelle sue stanze per darsi una rinfrescata, posò l'otre ormai vuoto sul letto e rimise a posto nella cassapanca di legno massiccio il pugnale e la fialetta. "questa volta non mi sei servita...fortunatamente" Si presentò con solito ordine nella sala da pranzo, aspettando in piedi il Lord suo padre e la Lady sua madre, rispettivamente Arthur Santagar e Myria Allyrion, che arrivarono di li a poco; riuniti si sedettero al tavolo, Arthur comandò con un cenno l'inizio delle portate. La prima che arrivò venne portata da due servi che reggevano un ampio vassoio di metallo coperto che venne prontamente scoperchiato. Con aria diffidente Arthur chiese ad uno dei camerieri cosa fosse la pietanza servita e questi rispose con tono galante <<carne di cammello arrostita con la pelle e tutto il pelo, e quelli...oh, devono essere alcuni escrementi, il cuoco non ha pulito bene>> Nymeros trattenne a stento una sonora risata che comunque si palesò ai presenti e disse <<andiamo, sai bene quanto il Lord mio padre abbia uno scarso senso dell'umorismo, eppure lo servi da che io ho memoria>> e continuò a sorridere scuotendo leggermente il capo. Allora il servo riprese dicendo <<signore...è selvaggina, con contorno di frutti del sottobosco e bacche di ginepro, mio Lord>> Mentre il servitore parlava Arthur si girò in direzione del figlio disegnado sul viso un piccolo sorriso, mentre la madre nascondeva l'espressione delle sue labbra dietro al tovagliolo, fingendo di asciugarsi dopo una sorsata d'acqua. "Uhm...selvaggina, un piatto insolito" pensò Nymeros, sentendo già la saliva che iniziava a bagnare anche la parte superiore della lingua. Pranzò e ne rimase piacevolmente soddisfatto, dopodichè si diresse nuovamente nelle sue stanze. Spalancò la porta sfoggiando il suo sorriso più ampio e fasullo che scomparì immediatamente alla chiusura dell'uscio dietro di se, insieme al crollare delle sue spalle rilassate verso il basso. <<ma che cifra devo pagare per sentire un filo di vento fresco raggiungere questi reconditi luoghi?>> In effetti l'aria aveva quel leggero odore stantio e, sebbene fosse nato e cresciuto qui ed essendosi abituato al clima, durante le ore più torride della giornata la temperatura era decisamente ostacolante per qualunque cosa si volesse fare. Si gettò sul letto di schiena, pancia all'aria e si mise a guardare il soffitto; il fresco contatto con le lenzuola e l'ardua impresa di digestione gli fecero chiudere le palpebre, lasciandogli la convinzione che sarebbe riuscito ad aprirle apena un istante dopo. Vene svegliato dall'insistente bussare alla sua porta, si mise seduto sul letto... <<si?>> <<è arrivato un messaggero, Signore. Il Lord tuo padre ti attende nel suo studio>> <<molto bene, digli che lo raggiungerò immediatamente, solo il tempo di lavarmi il viso>> Dei passi frettolosi si allontanarono dall'entrata in direzione delle scale che portavano al piano sottostante. Nymeros guardò fuori, il sole era ormai prossimo al tramonto, le ombre degli alberi vicini coprivano la luce diretta fornendo un'ombra attesa sulla vetrata, il celo aveva iniziato a colorarsi di rosa e arancione, i suoi riflessi colpivano le dune e le nuvole colorando il paesaggio in una continua amalgama di colori sempre più simili tra loro. Si alzò, andò al lato del letto dove teneva caraffa e tinozza, versò un poco d'acqua e si sciacquò il viso, si asciugò e prese la via d'uscita verso lo studio di suo padre. Arrivato là trovò la porta aperta , suo padre, che era voltato di spalle con le mani raccolte dietro la schiena, si voltò sentendolo entrare. <<padre...>> <<si, siedi pure e chiudi la porta>> Obbedì, insospettito dall'inusuale cautela che il tono di voce del padre aveva preso. <<è arrivato un messo che reca un messaggio dalla corte del Principe>> Nymeros strinse per un istante con forza uno dei braccioli della sedia su cui era seduto <<dice che il nostro nobile e giusto Principe cerca qualcuno da mandare a nord alla corte del Re e ci ha fatto invito di presentarci a Lancia del Sole tra due settimane>> <<beh, il tempo non è molto, dovremo partire domani o dopodomani al massimo>> <<figlio, lascia che ti dica una cosa, non lascierò certo casa mia e la mia terra per andare in mezzo a quei bivacconi effemminati dalle mani bucate, sei tu che porterai il nome della nostra famiglia a Lancia del Sole>> <<padre, la tua scelta è inaspettata, ma sei sicuro che...>> Arthur lo interrupe prima che potesse finire di parlare << Nymeros, la mia è una scelta di carattere, non è certo perchè dubito di mio figlio che decido di mandarlo lontano da casa. Ti ho cresciuto bene e vedo che giorno dopo giorno hai sempre meno desiderio di rimanere tra queste mura...e poi chi lo sa, magari quando torni avrai una sorella >> e scoppiò a ridere, mentre Nymeros rimase a bocca aperta, incerto se stupirsi della reazione del padre o meravigliarsi per l'opportunità che gli era stata offerta. Il padre Arthur, che era rimasto in piedi per tutta la durata della conversazione, si mise seduto e prese da uno dei cassetti della sua scrivania un rotolo di pergamena, era ancora distinguibile il digillo della Casata Martell con le iniziali del Principe Doran Nymerios Martell. La allungò al figlio dicendo <<tieni leggi nel dettaglio e pensaci su, io intanto faccio preparare le tue cose, parti quando credi di essere pronto>> Con il foglio di carta tra le dita Nymeros si diresse nuovamente nella sua stanza da letto, si mise alla sua scrivania nel fondo della stanza, accese la candela presa esattamente dove l'aveva lasciata l'ultima volta dopo averla spenta e iniziò a leggere...poche cose rilevanti oltre quelle dette da suo padre, se non che il messaggio diceva che alla o ai fortunati che si recheranno a nord verranno date loro maggiori e più chiare delucidazioni sui loro compiti. Non aveva certo intenzione di perderci il sonno sopra ma l'affermazione di suo padre, quella che aveva terminato la conversazione lo aveva lasciato di sasso, seppure fosse stata pronunciata con un evidente tono scherzoso...insolitamente scherzoso adesso che ci pensava. Non che suo padre non potesse avere altri figli, era ancora nel fiore degli anni, sebbene iniziasse ad invecchiare aveva ancora barba e capelli intensamente colorati di marrone e un corpo sano e forte. Lo aveva sempre visto come una colonna che regge l'arcata di una porta: maestosa, soprattutto stoica nella sua figura. L'indomani avrebbe pensato con maggiore chiarezza, stava per mettersi a dormire dopo essersi cambiato quando le sue labbra sembrarono muoversi a sua insaputa << Arianne! >> esclamò in un sospiro poi però si tranquillizzò, l'avrebbe informata qualora avrebbe dovuto lasciare casa sua e le terre di Dorne, il partire per Lancia del Sole era una decisione incontestabile, sebbene il padre gli avesse detto di pensarci su, Nymeros sapeva bene che intendeva "vai a Lancia del Sole, fatti scegliere e poi pensa a quello che devi fare" Tra un pensiero e l'altro la sua mente si affaticava, mentre le palpebre diventavano impossibili da sorreggere...sembrava di dover sostenere il piede di un gigante con la sola forza di un tronco d'albero, alla fine cedette al sonno incombente. Nuovamente il bussare alla porta lo svegliò, guardando fuori vide il paesaggio coperto da un colore blu intenso con piccolissime sfumature chiare e gialle da un lato della finestra: l'alba si stava rivelando, di nuovo il bussare alla porta strappò i suoi pensieri dalla mente facendoli dissipare in nuvole di rugiada al sole <<si, si, sono sveglio. Arrivo>> Di nuovo i passi che si scostavano dalla massiccia porta di legno; Nymeros si preparò ed uscì. Cercò come prima persona suo padre e lo trovò all'esterno della casa, nel cortile accanto alla piccola stalla, intento ad impartire ordini ai servitori. <<padre...>> <<noto con piacere che ti sei destato dormiglione>> <<ma è l'alba>> disse Nymeros stropicciandosi un occhio sovrapensiero <<l'hai detto tu che bisognava fare presto, guarda è pronto quasi tutto, devi solo prendere le tue cose personali e puoi partire>> <<ma...di già? mi aspettavo più tempo, almeno per salutare qualcuno...>> l'espressione del padre si incupì leggermente <<non hai bisogno di salutare una città, sbrigati, devi partire prima che arrivino le ore calde della giornata, ti devi imbarcare prima di sera e raggiungerai Lancia del Sole in barca>> Avrebbe preferito organizzare lui il viaggio, ma non poteva dire a Lord Arthur suo padre di non impicciarsi, quelli erano decisamente affari che lo riguardavano, anche se non il viaggio in se quanto la destinazione. Corse a cambiarsi, lo seguivano alcuni servitori che lo aiutarono a preparare un bagno e a prendere la sua roba: vuotò la cassapanca lasciando poche cose, prese gli stivali da cavallo e la rete per i piccoli animali, quella poteva sempre servire, prese la sua scimitarra, l'armatura e lo scudo, fece portare tutto di sotto e ordinò di preparargli anche la sua lancia corta dall'armeria. In poco tempo fu pronto...salutò calorosamente la madre rassicurandola che nulla gli sarebbe accaduto, anche se non aveva molta famigliarità con i viaggi in nave. Salutò le guardie e i servi più afezionati e rapidamente salì in groppa al suo cavallo. Era da poco passata l'alba quando le prime orme di zoccoli venivano lasciate sulla sabbia alle spalle dei viaggiatori. 2 settimane di tempo, la navigazione a costa non era semplice, molte volte sono ricorsi ai rematori per non rimanere praticamente fermi, tutto sommato però il viaggio trasorse rapido, c'era sempre qualcosa da fare...scrisse una lettera ad Arianne informandola degli ultimi accadimenti, scrisse una lettera intrisa di speranza per rivederla ancora, presto. Una volta giunto a destinazione non ebbe nemmeno il tempo di posare piede sulla terraferma, al molo c'erano alcune guardie ad aspettarlo "mio padre deve aver mandato un messo fin qua per annunciare il mio arrivo" furono le uniche cose che ebbe il tempo di pensare prima che gli rivolgessero la parola <<sei Nymeros Santagar?>> <<si, sono io>> <<sono Arron Yronwood della guardia cittadina, sono stato incaricato di acooglierti e scortarti a palazzo. Lascia i bagagli, verranno presi in un secondo momento, seguici>> Preso un poco alla sprovvista Nymeros non potè fare altro che seguirli come gli era stato chiesto, erano in quattro armati e in armatura, con un mantello con l'effige e i colori della casata Martell, il più anziano dei quattro aveva parlato, anche se gli sembravano tutti piuttosto giovani. Venne condotto a piedi attraverso le vie della popolosa città, certo non si poteva dire che il porto fosse un bel quartiere, ma l'ordine nelle strade non era messo in discussione...ogni tre edifici era presente una guardia e una in più ogni locanda o taverna che si incontrava sulla strada, sebbene fosse primo pomeriggio si vedeva qualche ubriaco uscire da una porta e iniziare ad ondeggiare e prendere contro alle persone, ma il pericolo veniva smorzato sul nascere. Teso e assorto nei pensieri per quello che doveva fare o dire non prestò molta attenzione a quello che lo circondava, sembrava seguire chi lo precedeva senza nemmeno che ordinasse alle gambe di muoversi; rinsalì quando vide le guardie fermarsi ad una porta, questa guardata da due guardie apparentemente più raffinate sebbene sempre guardie fossero. Queste ultime aprirono la porta dopo che le guardie cittadine lasciarono il posto, Nymeros venne annunciato << Nymeros Santagar, figlio di Lord Arthur Santagar>> "già a corte?"pensò...e d'un tratto sembò che lo stomaco gli si stritolasse da solo nel ventre, che tutto il suo sangue venisse succhiato dalla terra stessa, un giramento di capo lo colse alla sprovvista...si fermò un istante per riprendere il controllo di se ed entrò. Con suo stupore ben poche persone erano all'interno della sala e non era presente nemmeno il Principe Doran, nemmeno un membro della famiglia reale; al loro posto un concilio di cinque uomini e un uomo anziano con una strana catena al collo. Scavando nella memoria riuscì a ricordare che suo padre gli aveva parlato ogni tanto di questo individuo: "dev'essere Maestro Caelotte". La visita fu tutt'altro che scontata, iniziarono a fargli domande personali, nulla di importante credeva, poi portarono il suo baule con la sua roba, e iniziarono a chiedergli il perchè si fosse portato con se tutte quelle cose...Nymeros non riusciva a capire ma rispose sinceramente. Gli venne chiesto di maneggiare le armi che aveva portato con se: nulla di serio, pensò che lo avessero fatto solo per vedere se effettivamente le sapeva brandire o le aveva prese con se solo per fare scena ed apparire più capace di quello che in realtà non era. Nulla di ciò che si era immaginato accadde quel giorno, infatti subito dopo la dimostrazione armata lo fecero uscire da una porta laterale dicendogli che lo avrebbero richiamato più tardi. Una volta aperta la porta per uscire vide la quantità di cavalieri che erano venuti al cospetto del Principe...almeno una cinquantina e tutti decisamente più anziani di lui. Il più giovane avrà avuto almeno 10 anni in più. Quando uscì in molti si girarono per vedere chi si affacciava dalla porta, ma quando lo videro tornarono ai loro discorsi; Nymeros trovò una sedia appoggiata ad un angolo della parete e vi si sedette, iniziò ad ascoltare i discorsi che facevano le pesone che gli fornivano quell'ormai inaspettata compagnia: c'era chi parlava del viaggio fatto per venire fino a Lancia del Sole, chi parlava di affari di famiglia, chi della prova, per così dire, sostenuta poco prima nella sala sostenendo che gli avevano detto di aspettare fuori e di essere fiducioso...Nymeros non ci fece molto caso. Col passare del tempo la gente iniziava a scemare, molti andavano nelle locande o semplicemente a dormire, altri desideravano la compagnia di una giovane fanciulla, altri ancora non apprezzavano gli stessi attributi e cercavano altro. Rimase solo lui, a mano a mano la tensione accumulata gli scivolò via come la sabbia tra le dita, lasciandogli solo una gran stanchezza...si addormentò. Si svegliò bruscamente quando sentì aprirsi la porta accanto a lui, il viso di Maestro Caelotte fece capolino dalla fessura creata: si guardò intorno, ma non vide altri che Nymeros <<entra>> gli disse <<anche la pazienza è una virtù da non sottovalutare>> Una volta entrato vide la stanza vuota, non c'era più nessuno tranne lui e il Maestro, quest'ultimo mise una mano dentro alla manica opposta e ne estrasse un rotolo di pergamena <<questa è per te, sei stato scelto per l'arduo compito deciso dal nostro Principe...se vuoi tirarti indietro fallo ora perchè non ti verrà concessa una seconda occasione>> Mai se lo sarebbe fatto ripetere due volte, afferrò il rotolo con le dita, ma non lo tolse dalla mano del Maestro <<accetto>> disse con voce determinata, senza pensare troppo alle conseguenze, immediatamente dopo gli vennero in mente le parole di suo padre "pensaci su...ecco pensaci su, ho già sbagliato, partiamo proprio bene!" <<bene, cosa aspetti dunque? Leggi!>> Le dita di Nymeros scorsero lungo la bordatura della pergamena in cerca della ceralacca: aveva lo stesso simbolo recapitato a casa sua qualche tempo prima...la ruppe, svolse il rotolo lentamente e iniziò a leggere tra se e se. "Caro ragazzo, uno e uno solo era richiesto per questo compito...il fardello è ricaduto su di te. Ti rammento, ordunque, che non ti è più concesso di tirarti indietro, questa ora è una prova di fedeltà. A te, e solo a te Nymeros è chiesto di recarti ad Approdo del Re, dove troverai Ser Aron Santagar il quale sarà prontamente avvisato del tuo arrivo. Dovrai contattarlo immediatamente una volta giunto in città, lui ti potrà aiutare dandoti qualche nome di persona fidata e qualche luogo siuro dove riposarti nulla di più. Ciò che ti viene chiesto è di mantenere un rapporto epistolare con Lancia del Sole, dei messaggeri verranno mandati a te ogni qualvolta lo riterrò opportuno. Un compito delicato che non tutti sono all'altezza di compiere. Confidando nelle tue capacità ti do il permesso di partire. Principe Doran Nymerios Martell" Finito di leggere, voltò il foglio quasi alla ricerca di qualcos'altro di scritto...sperava in qualcosa di più, di più chiaro, di più sicuro; Maestro Caelotte, una volta visto che il giovane aveva finito di leggerre gli prese il rotolo dalle mani e lo bruciò su una candela vicina...un atto che fece rimanere stranito Nymeros. <<i tuoi compiti sono stati dettati, non puoi indugiare>> La voce di Maestro Caleotte era severa quanto austera e priva di ogni conforto. <<prepara le tue cose, domani ti imbarcherai per raggiungere Capo Tempesta, procedere oltre è pericoloso, i pirati infestano le acque. Alcuni uomini ti seguiranno ma ti lasceranno una volta raggiuna Approdo del Re. E' tutto chiaro?>> conun'espressione più dubbia che mai e con la voce smorzata Nymeros rispose <<come farò a riconoscere i messaggeri?>> <<a tempo debito lo saprai, dovranno recare un simbolo distintivo...hai altro da chiedere?>> qualche attimo di silenzio passò prima che riprese parola il giovane scudiero <<perchè io?>> Maestro Caelotte si mise a ridere <<oh giovane, hai così scarsa fiducia nelle tue capacità? su su, coraggio non pensarci, immagino che ti abbia scelto solamente per il nome sai? porti lo stesso cognome di Ser Aron e un nome molto simile al nostro Principe, cosa chiedi di più?>> e rise nuovamente Per nulla convinto Nymeros si fermò a pensare, ma sembrava che perfino i pensieri si fossero rifiutati di comparirgli in quei momenti in cui avrebbe desiderato solo quelli, prorpio dopo che lo avevano assillato e teso a quel modo, ora il vuoto pervadeva la sua mente. Non avendo la più pallida idea di cosa fare prese congedo e si allontanò, cercò la locanda più vicina, era ormai sera inoltrata, si fermò spesso lungo la strada nel tentativo di raccogliere i suoi pensieri invano e impiegò un po' di tempo prinma di riuscire a trovare un letto. Il mattino dopo l'ennesimo rotolo di pergamena lo aspettava appoggiato accanto al letto sul mobile "e questo?(IMPRECAZIONI!) ma io dormivo quando qualcuno è entrato e ha posato questo, e io nemmeno mi sono mosso??" Aprendolo trovò le informazioni che gli mancavano, come ad esempio il nome della barca che lo avrebbe trasportato, quello del capitano e degli uomini che lo avrebbero accompagnato a destinazione. Si preparò alla svelta: una veloce lavata mattutina e una vestita rapida per poi scendere al porto...una volta trovata la nave vi salì solo per scoprire che tutti i suoi bagagli erano già a bordo...gli venne in mente come un fulmine a ciel sereno Arianne, e per tutto il girno quello fu il suo unico pensiero, senza sapersi spiegare il perchè e senza riuscire a toglierselo dalla testa. [continua...]
Edited by Nymeros - 30/8/2008, 14:40 |