A Game of Thrones

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Serata Tranquilla
view post Posted on 28/8/2008, 21:09Quote
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Araldo

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/1/2009, 19:34


La taverna aveva aperto ormai da poco tempo e già si stava riempiendo di figure strane, quella sera erano molte le nuove facce che si erano fatte vedere nei bassi fondi di Approdo de Re forse a causa delle navi di mercanti che ogni settimana sbarcavano al porto della città per rifornire i mercati delle proprie merci.

Jon era strano, tutto intorno a lui lo turbava, il suo sguardo era sfuggevole e sempre alla ricerca di qualcosa che potesse ridargli la tranquillità che cercava.
Si era appena recato al mercato a rifornirsi un pò di viveri e mentre tornava con le buste ancora in mano un uomo dall'aspetto minuto e coperto con una cappa lo aveva urtato inavvertitamente facendogli cadere parte del cibo che aveva in mano e mentre, dopo un piccolo capogiro, jon si stava riprendendo lui era già fuggito via. Inizialmente non gli sembrava nulla di strano, un uomo sbadato - pensava, cose che capitano in ambienti così affollati. Aveva ripreso il suo percorso verso la locanda dove aveva affittata una camera quando si accorse di qualcosa che gli mancava, il sacchetto che portava sempre legato alla cinta era sparito.
Immediatamente il suo pensiero era tornato su quell'individuo, se solo lo avesse avuto li in quel momento non lo avrebbe di certo fatto andare via con le sue gambe, ma ormai ritrovarlo sembrava impossibile, non aveva perso molto, di soldi non c'enerano aveva già speso tutto al mercato ma al suo interno aveva riposto un anello, un oggetto a cui jon era sempre stato molto affezionato, gli avevano detto fosse stato un ricordo di sua madre ed ora anch'esso era andato perduto insieme a quel piccolo cerchio di vile metallo su cui era inciso un logoro marchio di una antica famiglia Nobiliare - questo era quello che aveva pensato il giovane Snow nel vedere quel sigillo completamente consumato e su cui non era più possibile distinguere niente, neanche le incisioni.

Comunque in una città grande come King's Landing, difficilmente lo avrebbe ritrovato eppure aveva speso praticamente tutta la giornata rimastagli fino alla sera alla sua ricerca senza portare a termine nulla di quello che doveva in realtà fare così, stufo di tanto camminare, era finalmente ritornato alla solita locanda per rinfrescarsi con un buon bicchiere di Birra Calda ... come uccidere la calura con il caldo, eppure questo serviva il convento e difficilmente avrebbe potuto trovare del ghiaccio in una terra che un tempo era la dimora dei signori dei Draghi.


 
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view post Posted on 28/8/2008, 21:43Quote
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lupa

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 21:50


Arya scappò dal castello verso il pomeriggio, era stufa della sua punizione. Il padre l’aveva tormentata più del solito, ma come al solito fece finta di non ascoltarlo facendo incrementare la sua rabbia. Ma lei forse era ancora più arrabbiata del padre, sapeva che lei non era ne una cortigiana o una figlia comune da maritare alla prima offerta vantaggiosa. Lei preferiva la solitudine, ma sicuramente lei prediligeva le armi e cavalcare. Ma la cosa che lei amava ancora di più era la solitudine, anche se il padre continuava a ribadire il contrario di quello che pensava, suo padre prediligeva per il branco tutto unito.
Lei però aveva comunque fatto di testa sua, era scappata per l’ennesima volta e si sentiva molto bene. Nymeria appena Arya fu fuori casa iniziò a saltarle addosso e a leccarle la faccia, lei rispose affettuosamente arruffandogli tutto il pelo. Poi con un sorriso alla lupa iniziarono a correre, scappando con il mantello gonfiato dal vento. Si calò il cappuccio sulla faccia per non farsi riconoscere, era troppo rischioso farsi vedere. Verso sera raggiunse la locanda dove si dirigeva quasi ogni sera, appena fu davanti un pensiero le balenò alla mente.
“Forse era meglio se mi fossi diretta altrove, troppe spie ci sono in questo posto. Ma ormai sono qui ed ho fame. Poi mi serve qualcosa per dimenticarmi questa terribile giornata, ma soprattutto per ricaricarmi per domani. Mi attende un’altra dura giornata.”
Le voci l’avevano già travolta, ma non voleva ascoltare quel frastuono. Chinò ulteriormente il cappuccio sul viso per non farsi riconoscere e a completare il travestimento aveva anche i vestiti da donna. Aprì la porta e la varcò senza esitazione, si diresse immediatamente verso il bancone con decisione. La sua volontà in quel momento era di ghiaccio.
<<vorrei qualcosa di forte ed un tavolo ben nascosto, potreste anche servirmi qualcosa da mangiare, il tutto al tavolo. Buona serata!>>
Disse mentre aveva una voce che non pareva più la sua, sembrava quella di un’altra donna, ma a lei pareva quasi una voce da uomo. Arya si diresse verso il tavolo indicato e vi si sedette attendendo il suo pasto.


Gli uomini sono guerrieri per istinto, ma le donne in battaglia sono realmente assetate di sangue.



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1 replies since 28/8/2008, 21:09
 
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